
Guarnizioni idrauliche: quando e perchè sostituirle?
Torniamo a occuparci di guarnizioni, in modo particolare di guarnizioni idrauliche. Lo facciamo perché si tratta di un componente fondamentale per qualsiasi impianto, sia esso domestico o industriale. Nonostante risultino spesso invisibili a occhio nudo, si tratta di un elemento la cui presenza non si nota fino a quando inizia a non funzionare più in maniera adeguata. Ci si accorge, infatti, che è giunto il momento di sostituire le guarnizioni idrauliche quando queste non svolgono più correttamente il loro compito. È quindi importante e utile capire qual è lo scopo di una guarnizione idraulica, quali tipologie esistono e quando è necessario prevederne la sostituzione.
- Funzionamento, scopo e utilità delle guarnizioni idrauliche
- Le cause del deterioramento
- Quando (e ogni quanto) sostituire le guarnizioni idrauliche
Funzionamento, scopo e utilità delle guarnizioni idrauliche
Le guarnizioni idrauliche (note anche con il nome di o-ring o rondelle) sono degli anelli realizzati in materiale morbido (generalmente gomma, fibra o silicone) che vengono inseriti all’interno di due superfici di collegamento con lo scopo di evitare che l’acqua o altri fluidi fuoriescano. È un componente, come detto, estremamente importante (possiamo dire anche indispensabile) e trasversale che troviamo, tra gli altri, nei rubinetti, nelle valvole di scarico e chiusura, nei flessibili, nei sifoni e all’interno di numerosi elettrodomestici (lavastoviglie, lavatrici, scaldabagni).
Oltre all’idraulica civile e domestica, queste guarnizioni sono ampiamente utilizzate anche in diversi settori industriali. Dall’edilizia (impianti idrico-sanitari, sistemi antincendio, sistemi di irrigazione delle acque piovane) al settore agricolo (impianti di distribuzione dell’acqua, pompe idrauliche, macchine agricole) passando per l’industria manifatturiera e meccanica (impianti a pressione, linee produttive automatizzate) e quella automotive (veicoli agricoli, freni idraulici, servosterzi, sistemi di raffreddamento). Sono inoltre indispensabili nel settore alimentare e farmaceutico, in quello navale e aerospaziale, così come nei laboratori chimici e nel settore petrolchimico.
A seconda della funzione che svolgono e del tipo di impianto in cui sono inserite, si trovano diversi tipi di guarnizioni idrauliche. Le principali sono:
- guarnizioni piane
- o-ring
- guarnizioni in fibra o teflon
- guarnizioni in silicone
Le guarnizioni piane sono utilizzate, come suggerisce il nome, tra superfici piane come valvole o flange, mentre gli o-ring sono più adatti per la loro forma ad anello a sigillare raccordi cilindrici. Le guarnizioni in fibra o teflon sono indicate negli impianti in cui vi è una maggiore pressione e temperatura, mente le guarnizioni in silicone essendo più elastiche sono più indicate per la gestione dell’acqua calda. Inoltre si trovano guarnizioni idrauliche misure diverse per rispondere alle specifiche necessità di un impianto o un elettrodomestico.
Le cause del deterioramento
A questo punto è doveroso porre l’attenzione su un aspetto molto importante per quanto spesso trascurato: il deterioramento delle guarnizioni idrauliche. Come tutti i componenti anche le guarnizioni idrauliche in gomma o in altro materiale si consumano e questo può avvenire per diversi motivi, alcuni fisiologici altri meno.
Le guarnizioni idrauliche possono deteriorarsi innanzitutto per effetto dell’invecchiamento naturale. Con il passare del tempo, infatti, i materiali tendono a irrigidirsi perdendo elasticità e danneggiandosi al punto di creparsi.
Un’altra causa di deterioramento è l’esposizione a temperature estreme (come acqua bollente o troppo fredda) che possono accelerare il degrado delle guarnizioni idrauliche. Spesso anche le continue sollecitazioni meccaniche causate dalle elevate pressioni dei fluidi possono contribuire al consumo delle guarnizioni.
Infine non va sottovalutato l’impatto che possono avere sia il calcare che la corrosione, così come un’errata installazione che può non solo rendere inefficace la tenuta della guarnizione, ma anche comprometterne l’integrità.
In tutti questi casi le conseguenze possono essere importanti comportando sprechi, danni strutturali, consumi e costi di riparazione che in alcuni casi risultano anche particolarmente elevati. È quindi doveroso capire come prevenire questi problemi andando a individuare i fattori da monitorare per capire quando è il momento di sostituire le guarnizioni idrauliche.
Quando (e ogni quanto) sostituire le guarnizioni idrauliche
Ci sono alcuni segnali che, sia in ambito domestico che industriale, possono rappresentare un campanello d’allarme sulla necessità di dover sostituire le guarnizioni idrauliche. Innanzitutto quando si nota una perdita visibile di acqua (da uno scarico o dal rubinetto), c’è sempre un problema legato alle guarnizioni. Similmente anche un rubinetto che gocciola quando è chiuso, la presenza di acqua intorno ai raccordi, una riduzione della pressione dell’acqua sono indice di un problema la cui causa è spesso legata al mancato funzionamento (per usura o errato montaggio) delle guarnizioni. In altri casi, laddove le guarnizioni sono visibili, anche quando si notano screpolature e segni di deterioramento è necessario intervenire con la sostituzione.
Inoltre in una prospettiva di prevenzione è utile anche considerare una sorta di manutenzione periodica legata alla sostituzione delle guarnizioni idrauliche. In linea generale per quel che riguarda i rubinetti e i miscelatori le guarnizioni idrauliche andrebbero sostituite ogni 3-5 anni, mentre negli elettrodomestici (lavatrici, lavastoviglie, scaldabagni) almeno ogni 5 anni. Per le caldaie, invece, il controllo delle guarnizioni rientra nella manutenzione periodica che viene fatta annualmente (o ogni due anni) dal tecnico che si occupa dell’ispezione.
È importante non sottovalutare la cura delle guarnizioni perché il più delle volte l’intervento di sostituzione è meno invasivo ed economicamente impegnativo della riparazione di un componente danneggiato. Inoltre una guarnizione che non tiene non solo provoca sprechi (di acqua, oli o altri fluidi), ma può portare a danni più importanti (come la formazione della muffa in casa o un danno strutturale) che diventano un vero problema non solo dal punto di vista economico, ma anche igienico.

